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IL RICATTO EMOTIVO NEL RAPPORTO DI COPPIA

racketIL RICATTO EMOTIVO NEL RAPPORTO DI COPPIA [IL RACKET IN ANALISI TRANSAZIONALE]
L’ANALISI TRANSAZIONALE IN MEDIAZIONE FAMILIARE

Che cosa è un Racket? E’quando non contengo le mie emozioni ma le uso per far cambiare le emozioni dell’altro e faccio leva sul senso di colpa (l’obiettivo è il senso di colpa).

Cosa sente una persona che subisce un racket? La comunicazione è emotiva e sente che se non agisce secondo l’emozione dell’altro è cattivo.

La persona che mette in atto un Racket ritiene che attraverso l’altro può arrivare a ciò che desidera.
Manipolazione dell’altro affinché modifichi il suo comportamento.
Di fronte all’altro diverso da me manipolare la sua scelta.
Dal numero di Racket che la persona fa dipende il modo in cui la persona sta, il suo livello di disagio.
Ai racket non dobbiamo rispondere
L’antidoto a chi applica racket è il non reagire.

Obiettivo dei Racket non è crescere ma aumentare la prevedibilità.

Cosa si intende per bisogno di prevedibilità?
L’uomo sente il bisogno di stare in ciò che è prevedibile.
Si preferisce un malessere conosciuto, anziché affrontare un cambiamento che spaventa ma che potrebbe portare ad una qualità di vita più elevata.
Il bisogno di prevedibilità ostacola il cambiamento e non permette di andare verso il benessere ed una qualità di vita più alta.
Preferiamo sacrificare la Ferrari che è in noi, tramutandola in trattore che si porta dietro un rimorchio, piuttosto che andare verso il nuovo che spaventa.

Il Racket può essere messo in atto tra partner, tra colleghi di lavoro, tra amici, tra familiari.
Facciamo degli ESEMPI: tra marito e moglie-
La moglie al marito: “Vai a prendere tu a scuola Marco, sono impegnata in questo lavoro e non posso lasciare”. Racket della moglie: “i tuoi impegni vengono sempre prima dei miei, se non vai a prendere Marco non rivolgermi la parola per i prossimi sei mesi”.
Altro Esempio: la moglie al marito:“Ho cambiato programmi, non parteciperò alla gita organizzata per il prossimo weekend. Racket del marito: “Ti rendi conto di quello che stai dicendo, ho annullato tutti i miei impegni per questa gita ed ora ti tiri indietro… è gravissimo quello che stai facendo”.
Io vivo un’emozione intensa e attraverso l’espressione della mia emozione interna voglio che l’altro modifichi il suo comportamento e faccio leva sul senso di colpa.

Il Racket toglie energia a chi si lascia agganciare. Dunque, non aiutare chi fa Racket.

Come si fa a non farsi agganciare in un Racket? Si rimane fermi.
Che cosa succede quando non ci si lascia agganciare in un racket?
La persona che ha messo in atto il racket sarà arrabbiata e ci cancellerà dalla propria vita parlando estremamente male di noi, perché per lei non siamo più prevedibili, anche se noi stiamo facendo qualcosa di molto utile per lei, non rafforziamo la sua passività.
PASSIVIZZARSI, ci sono due modi per passivizzarsi, non usare le proprie risorse di persona adulta oppure non usare le proprie risorse di persona adulta in modo conforme all’età.

Cosa mi indica la frequenza con cui una persona ricorre alle forme di manipolazione, quali i Racket, i Giochi, le Simbiosi?
Maggiore è la frequenza con cui una persona ricorre alle forme di manipolazione, più vuol dire che è patologica.
Il Mediatore Familiare, in questi casi, riconoscendo il disturbo non interviene sullo stesso ma rinvia ad un altro professionista, il terapeuta di coppia.
Eticità dell’intervento di mediazione che non deve ostacolare altri interventi.
Inserirsi in un continuum per evitare sconfinamenti in settori che competono ad altri professionisti.
Effettuare il rinvio per inserirsi in un CONTINUUM ciò permette di evitare Sanzioni Legali (art. 48 del codice Penale- Uso abusivo della professione).

La terapia ha ad oggetto il sintomo, la relazione disfunzionale, le emozioni, ha come obiettivo la cura.
La mediazione ha ad oggetto questioni economiche e relazionali relativa alla separazione ed al divorzio.
Il terapeuta aiuta e cura.
Il mediatore familiare “ha cura”, dirige il processo, favorisce la comunicazione.

In questo articolo ho fatto riferimento all’Analisi Transazionale (A.T.) modello che utilizzo per comprendere e gestire il vissuto che la coppia porta in mediazione familiare.
Se hai domande mandami una e.mail e ti risponderò, oppure chiamami per prendere un appuntamento, i miei recapiti li trovi sul sito, www.mediazionecoaching.net, o semplicemente puoi aspettare che pubblichi un mio nuovo audio o articolo.

Bibliografia “L’Analisi Transazionale” di Ian Stewart e Vann Joines; “Nati per vincere” di James Muriel e Jongeward Dorothy.
A presto!
Olga Frassetti
Mediatore Familiare A.I.Me.F.
© Riproduzione riservata

ESISTE QUALCUNO CHE E’ LA META’ DI ME?

laltra-metc3a0ESISTE QUALCUNO CHE E’ LA META’ DI ME? [LA SIMBIOSI IN ANALISI TRANSAZIONALE]
L’ANALISI TRANSAZIONALE IN MEDIAZIONE FAMILIARE

Se in un rapporto di coppia succede che ambedue i partner non possono ottenere ciò che desiderano ed uno dei due deve sacrificarsi, siamo molto probabilmente di fronte ad una coppia simbiotica.
Cosa è una Simbiosi? Si ha una simbiosi quando due o più individui si comportano come se formassero un’unica persona.
LA SIMBIOSI è un completarsi che produce dipendenza.

Numerose sono le coppie basate sulla Simbiosi che arrivano in mediazione familiare,
quando uno dei due componenti della coppia smette di compensare, di svalutare parti di se, cioè smette di rinunciare a ciò che desidera il rapporto si interrompe.

Che cosa si nasconde dietro le Simbiosi? Dietro le Simbiosi si nascondono problemi quali il bisogno di controllo, l’insicurezza, la dipendenza affettiva, una bassa autostima.
Invece di cercare nell’altro un completamento dobbiamo imparare a trovare in noi stessi la forza e l’energia per evolvere, per crescere.
E’ importante capire che ci può essere amore solo quando c’è rispetto e ciò comporta che ci debba essere il rispetto degli spazi, dei valori, dei sentimenti e della diversità dell’altro.
Comprendere che il partner è sempre separato da noi grazie alla sua unica e speciale individualità.
La coppia simbiotica viene considerata “paradossale”, “non posso vivere con te, ma non posso neppure vivere senza te”: per l’appunto un paradosso.

Come faccio a capire se la coppia che ho davanti in mediazione familiare è una coppia simbiotica?
Se uno dei due partner ha sempre bisogno di essere seguito, si sente dipendente e vuole che l’altro decida che cosa dire e che cosa fare, questo è sintomo di un rapporto simbiotico.
Se uno dei partner si aspetta che l’altro indovini che cosa a loro volta, vogliono, sentono, pensano, di solito dicono (o pensano): “una persona sensibile e attenta avrebbe dovuto capire cosa volevo, come mi sentivo e di che cosa avevo bisogno”, questo è sintomo di un rapporto simbiotico.

La Simbiosi determina un rapporto sempre uguale, prevedibile e rigido.

Nella Simbiosi da una parte ci saranno sempre responsabilità, analisi, decisioni, direttive, critiche (e mai emozioni); dall’altra ci saranno sempre bisogni, emozioni, richieste, lamentele ed esecutività (e mai proposte).

La caratteristica apparentemente stupefacente delle coppie simbiotiche è che, pur dichiarando la propria insoddisfazione o addirittura sofferenza procurata dalla relazione, queste coppie durano nel tempo, si perpetuano nel tempo in una continua dinamica che si rinforza.

Qual’è la strada che l’A.T. indica per uscire fuori dalle Simbiosi?
La strada che l’A.T. indica nelle relazioni simbiotiche è che ognuno recuperi per proprio conto le sue parti escluse, il che spesso significa capire perché le ha escluse.

Poiché il comportamento abituale di un partner fornisce il rinforzo al comportamento dell’altro, solo un proprio autonomo cambiamento potrà aprire uno spiraglio al cambiamento dell’altro, e non invece l’incessante ripetitiva quanto inutile richiesta di cambiamento altrui.

Nella Simbiosi i partner si utilizzano l’un l’altro per garantirsi la sopravvivenza.
La simbiosi garantisce una funzionalità.
Chi sta nella Simbiosi dice che sta bene.

La frase che descrive una coppia in Simbiosi è: “siamo una cosa sola”.

OGGETTI SIMBIOTICI: il partner, un amico, un familiare, un collega di lavoro, tutti coloro che eliminano la nostra angoscia di rimanere soli.

Simbiosi sana e Simbiosi patologica:
ci sono alcune situazioni in cui è adeguato essere in simbiosi.

Un esempio di Simbiosi sana è quella che esiste tra un bambino ed i suoi genitori.
Il bambino non ha ancora la capacità di risolvere i problemi o di proteggere se stesso, queste funzioni vanno assolte dai genitori (dipendenza normale).

La Simbiosi è patologica ogni qualvolta comporta una svalutazione.
Esempio: nella coppia in cui lui porta a casa lo stipendio e lei esegue tutto quello che lui vuole e rinuncia alla sua individualità per accontentare lui.

Ogni SIMBIOSI è destinata a ROMPERSI, con il tempo i partner accumuleranno del risentimento per l’essere stati svalutati, risentimento che probabilmente genererà un qualche allontanamento nel loro rapporto di coppia.

PUNTI IMPORTANTI PER RICONOSCERE UNA SIMBIOSI: il soggetto DELEGA, il suo vissuto emotivo o un suo pensiero.
Esempio l
Il mio partner riesce a provare rabbia più facilmente di me, dunque, delego lui a manifestare rabbia verso altri in situazioni in cui in realtà vorrei farlo io. In questo modo sto creando simbiosi con lui.

Esempio 2
due miei clienti in cui lei è abile dal punto di vista pratico a svolgere alcune attività e lui delega sempre lei evitando di imparare.

Bisogna comprendere che nella simbiosi l’altro è interessato a te perché tu sei utile per lui.
L’interesse verso di te è per star bene per se stesso.

Più siamo in Simbiosi e più piacciamo all’altro.
Più noi lavoriamo sul diventare autonomi, meno piacciamo all’altro, antipatia, antagonismo.

LA SOPRAVVIVENZA è RIMANERE NELLA SIMBIOSI.
IL BENESSERE è USCIRE DALLA SIMBIOSI.
Spezzare la simbiosi.
DIFFERENZIARSI per emergere con le proprie individualità.
COSA FARE PER USCIRE FUORI DALLE SIMBIOSI?
Per uscire fuori dalle Simbiosi bisogna non accettare la delega, contenendo il senso di colpa e il senso di solitudine.

Le persone quando non ricevono risposte ad un invito simbiotico, saranno arrabbiate, poi faranno RACKET (ricatti emotivi), faranno leva sul senso di colpa per portare l’altro a fare ciò che si desidera.
Del racket altro modello di conflitto che abitualmente le coppie portano in mediazione familiare, parlerò in un prossimo articolo.

In questo articolo ho fatto riferimento all’Analisi Transazionale (A.T.) modello che utilizzo per comprendere e gestire il vissuto che la coppia porta in mediazione familiare.
Se hai domande mandami una e.mail e ti risponderò, oppure chiamami per prendere un appuntamento, i miei recapiti li trovi sul sito, www.mediazionecoaching.net, o semplicemente puoi aspettare che pubblichi un mio nuovo audio o articolo.

Bibliografia “L’Analisi Transazionale” di Ian Stewart e Vann Joines; “Nati per vincere” di James Muriel e Jongeward Dorothy.
A presto!
Olga Frassetti
Mediatore Familiare A.I.Me.F.
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