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PNL 23° I metaprogrammi

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I METAPROGRAMMI
Cosa sono: sono i filtri attraverso i quali percepiamo la realtà.
Schemi che utilizziamo in maniera preferenziale ed inconsapevole nel processare le informazioni.

A cosa servono: servono a capire a cosa ed in che modo si presta attenzione riguardo ad una esperienza.
Conoscere i metaprogrammi del nostro interlocutore ci permette di parlargli usando lo stesso linguaggio, di capire e di essere capiti più facilmente, di sapere a che cosa egli presta attenzione, di creare maggiore sintonia.
Noi operiamo sulla base di schemi di cui non siamo consapevoli.
Conoscere i metaprogrammi ed imparare a notarli, serve per comunicare più efficacemente e per capire come funzioniamo noi e come funzionano le persone intorno a noi.
Come operiamo all’interno della realtà.
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PNL 21° TRASFORMIAMO UN’EMOZIONE USANDO LE SUB-MODALITA’

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PNL 21° TRASFORMIAMO UN’EMOZIONE USANDO LE SUB-MODALITA’

Ciao da Olga Frassetti e benvenuto su mediazionecoaching.net.
In questa 21° lezione di PNL voglio trattare delle sub-modalità.

Uno dei primi schemi usati in PNL è l’idea delle modalità.
Noi pensiamo alle esperienze, a qualsiasi esperienza, utilizzando certe rappresentazioni del sistema sensorio: immagini visive, suoni auditivi, sensazioni cenestesiche.
Le sub-modalità sono gli elementi più semplici all’interno di ogni modalità.
Per esempio, alcune delle sub-modalità visive sono la luminosità, il colore, le dimensioni, la distanza, la collocazione spaziale e la nitidezza.

La conoscenza delle sub-modalità ci schiude un nuovo tesoro di schemi di cambiamento ancora più rapidi, facili e specifici.
Esistono solo tre modalità principali, visiva, auditiva, cenestesica, mentre in ciascuna modalità esistono molte sub-modalità.
Le sub-modalità sono, letteralmente, i modi in cui il cervello ordina e codifica l’esperienza.
Gli schemi sub-modali di trasformazione possono essere impiegati per cambiare direttamente il software umano: i modi in cui reagiamo alle nostre esperienze e ad esse pensiamo.
Uno dei principi fondamentali della PNL è che l’ordine e la sequenza delle esperienze, come l’ordine delle parole in una frase, influiscono sul loro significato.

La PNL è intesa come un processo educativo per insegnare alle persone a usare il proprio cervello.
La maggior parte delle persone sono prigioniere del loro stesso cervello.
È come se fossero incatenate all’ultimo sedile dell’autobus, e qualcun altro al volante.
Se al vostro cervello non date qualche indicazione, o viaggerà a casaccio per conto proprio, oppure altre persone troveranno il modo di dirigerlo al posto vostro, e può ben darsi che non si preoccupino troppo di quelli che sono i vostri interessi.

Per comprendere le sub-modalità vi propongo un esercizio: pensate a un ricordo gradevole. Guardando quel ricordo piacevole, voglio che adesso cambiate la luminosità dell’immagine, e osserviate come in risposta cambiano anche le vostre sensazioni.
Prima rendetela sempre più luminosa… Ora rendetela sempre meno luminosa, finché non riuscite a malapena a vederla… Adesso rendetela nuovamente più luminosa..
Aumentare la luminosità di solito accresce l’intensità delle sensazioni, e diminuire la luminosità di solito diminuisce l’intensità delle sensazioni.
Adesso pensate a un ricordo sgradevole, a qualcosa che a ripensarci vi fa star male. Rendetevi l’immagine sempre meno luminosa… Se abbassate la luminosità a sufficienza, il ricordo sgradevole non vi darà più noia.

La luminosità è una delle sub-modalità della modalità visiva.
Quando qualcuno dice “vedo tutto nero”, non è una semplice metafora: di solito si tratta di una descrizione letterale e precisa di ciò che quella persona sta vivendo dentro di sé.
Coloro che vogliono veramente imparare a far funzionare il proprio cervello, prendano una qualsiasi esperienza, e provino a mutare ciascuno degli elementi visivi: la luminosità, il colore, le dimensioni, la distanza, la collocazione spaziale e la nitidezza, per scoprire come l’esperienza cambia.

L’esperienza si può trasformare cambiando le sue modalità.
In realtà modificare le esperienze passate è piuttosto facile.
Pensate a un’esperienza sgradevole, qualcosa di imbarazzante, o una delusione, e ripensate all’esperienza come in un film.
Adesso fate ripartire il film dall’inizio, e non appena comincia metteteci dietro della bella musica da circo, qualcosa di allegro e fragoroso. Ascoltate la musica da circo finché il film non è finito.
Riguardando il film la tragedia si trasformerà in commedia e renderà più allegri i vostri sentimenti in proposito.

Grazie da Olga Frassetti, se hai domande mandami una e.mail e ti risponderò oppure chiamami per prendere un appuntamento, i miei recapiti li trovi sul sito, www.mediazionecoaching.net, o semplicemente puoi aspettare che pubblichi un mio nuovo audio o articolo.
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Bibliografia “Usare il cervello per cambiare” di Richard BANDLER.
A presto!
Olga Frassetti
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