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La creatività in mediazione familiare [Il brainstorming]

 

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La mediazione familiare è un percorso al di fuori del sistema giudiziario, diretto a riorganizzare le relazione familiari, in vista o a seguito di separazione o divorzio. Rivolto a coppie sposate o conviventi (oppure a genitori non sposati e non conviventi), tutelando gli interessi dei figli minori coinvolti nella separazione dei genitori. È uno spazio di incontro in un ambiente neutrale, nel quale la coppia ha la possibilità di negoziare le questioni relative alla propria separazione, sia negli aspetti relazionali, sia negli aspetti economici.

I clienti in mediazione sono aiutati a riflettere sul “qui ed ora” per trovare un nuovo equilibrio ed affrontare la quotidianità in modo produttivo.

Il mediatore familiare aiuta le parti ad ampliare la loro gamma di opzioni attraverso la tecnica del brainstorming che letteralmente significa “tempesta del cervello”ed è una tecnica per lo sviluppo della creatività che consiste in una sospensione del pensiero critico e nella determinazione di un clima di accettazione per ogni tipo di proposta.

Le parti vengono aiutate ad elaborare delle idee, opzioni, per l’individuazione e soluzione dei loro problemi sulla base di semplici regole: bisogna condividere qualsiasi idea venga in mente, non importa se sembra strana; nessuna idea può essere scartata dall’altra parte in causa, nessuno può criticare una idea e spiegare perché non funziona.

Nella prima parte del processo di brainstorming l’obiettivo è di fare una lista di tutte le idee possibili, senza esprimere nessun giudizio mentre vengono annotate. Completata la lista il mediatore familiare aiuta le parti a classificare le idee come impossibili, poco probabili, probabili, molto probabili. Dopo aver scartato gli ultimi due ordini di idee le parti si concentrano sulle idee rimaste, vagliando i benefici che si potrebbero ricavare dalla loro attuazione. Quando il brainstorming non fornisce una vasta gamma di opzioni, il mediatore familiare suggerisce alcune soluzioni adottate in casi simili, e se i clienti le accettano si aggiungono queste opzioni alla lista.

Attraverso questo approccio specifico, la coppia elaborerà quanto emergerà da ogni singolo incontro e prenderà graduale coscienza che è possibile essere protagonisti della nuova soluzione senza subirla per volontà del partner, dell’avvocato, o del giudice.

Grazie da Olga Frassetti, se hai domande mandami una e.mail e ti risponderò oppure chiamami se vuoi intraprendere un percorso di mediazione familiare, i miei recapiti li trovi sul sito, www.mediazionecoaching.net, o semplicemente puoi aspettare che pubblichi un mio nuovo audio o articolo.
Se desideri ricevere risorse gratuite sulla programmazione neurolinguistica, il coaching, la mediazione familiare, l’analisi transazionale iscriviti alla Newsletter del Sito www.mediazionecoaching.net.

A presto!
Olga Frassetti
© Riproduzione riservata

La Riformulazione in mediazione familiare

conversazioni-difficiliIl mediatore familiare al fine di far prendere consapevolezza alla coppia di quanto dice, utilizza la tecnica della riformulazione ponendo i partecipanti di fronte alla propria realtà.

 

La RIFORMULAZIONE è di tre tipi:
SPECCHIO: consiste nel ripetere ciò che l’altro dice senza aggiungere nulla di nuovo;
RIASSUNTO: consiste nel sintetizzare un racconto troppo lungo;
CHIARIFICAZIONE: serve a far chiarezza su qualcosa che è stato detto in modo confuso.

Grazie a queste tecniche il mediatore familiare capisce meglio non rispetto ai contenuti, ma rispetto agli stati emotivi della coppia. Il mediatore familiare gestisce il conflitto, gestisce le emozioni della coppia, facilita la comunicazione tra la coppia.

Questa tecnica serve a far si che quanto detto venga utilizzato dai due partner, e grazie alla condivisione di informazioni e di esperienze, sarà possibile per i partecipanti un concreto e lucido esame della realtà. L’obiettivo è quello di aiutare la coppia a crescere abbastanza ai fini di trovare in se stessa la soluzione dei problemi. L’individuo deve attingere alle proprie risorse che non sempre coincidono con quelle del mediatore. Il mediatore familiare è soggetto deputato a facilitare l’autoriflessività, fa venir fuori i bisogni della coppia, aumenta appunto nei singoli partner l’autoriflessione in modo che essi possano trovare in se stessi la risposta che meglio si adatta alla soluzione concreta. Vengono esplorati i bisogni e gli interessi specifici di ognuno, genitori e figli.

“Ripetere le cose dette da ogni persona, usando le stese parole è importante nella mediazione per varie ragioni:
1) dimostra che c’è stato un ascolto attento e la volontà di capire;
2) offre ad ognuno l’opportunità di confermare o correggere se necessario;
3) rallenta il ritmo, se la discussione è troppo veloce;
4) sebbene le parole vengano ripetute, il tono di voce del mediatore può modificare il clima;
5) la ripetizione può rinforzare fortemente un’affermazione positiva o un interesse comune;
6) un breve riassunto aiuta a fare il punto della situazione e a pianificare il prossimo passo” (Cfr. L. PARKINSON, La mediazione familiare, Edizioni Erickson, 2003-120).

Esempi di riformulazione:
“ho capito bene che…”;
“mi sembra di capire che…”;

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