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La stanza della mediazione familiare [Il setting di intervento]

 

Young couple in meeting with a financial adviser at home

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La stanza della mediazione familiare [Il setting di intervento]

Il setting da utilizzare in tutte le fasi del processo di mediazione familiare è specifico per una buona accoglienza e per favorire un clima di fiducia e parità tra i partner e tra questi ed il mediatore. La stanza della mediazione è strutturata in modo da facilitare l’espressione delle emozioni e consentire una positiva gestione della conflittualità, comunicando calma e serenità.

L’organizzazione dello spazio ha una funzione importante in quanto condiziona la interazione tra gli individui.
Il luogo ideale per la mediazione deve fornire un ambiente sicuro e riservato, l’atmosfera accogliente e calda. Ambiente abbastanza grande da ospitare due aree distinte, una con poltrone o divano che costituisce una sistemazione informale per incontri iniziali, l’altra area con tavolo rotondo o ovale con delle sedie per una postazione di tipo più professionale.

In presenza di un unico mediatore nella stanza si verificherà inevitabilmente uno squilibrio fra i sessi. È utile fare presente ai partner che il mediatore familiare è abituato a considerare la situazione sia dal punto di vista maschile che femminile. Non sempre la parte che è dello stesso sesso del mediatore vede questo come un vantaggio in quanto spesso prevale il timore che il mediatore venga sedotto dall’altra parte (Cfr. L. PARKINSON, La mediazione familiare, Erickson, 2003, 145-149).

Il setting prevede accanto alla conduzione più frequente con un solo operatore alla guida del percorso di mediazione, anche modalità che coinvolgono più operatori:
la Co-Mediazione, dove sono presenti due mediatori appartenenti alla medesima area professionale;
la Mediazione Integrata, in cui al mediatore psicosociale si affianca un esperto del diritto solo in determinate occasioni o nel colloquio finale per la redazione del progetto d’intesa;
la Co-Mediazione Interdisciplinare, che prevede la compresenza ai colloqui di due mediatori, uno appartenente alla sfera psicosociale e l’altro appartenente alla sfera giuridica.
I vantaggi della Co-Mediazione Interdisciplinare consistono nel mettere a disposizione della coppia in separazione una ricca gamma di competenze specifiche e differenziate, data la compresenza dei due operatori con formazione l’uno giuridica e l’altro psicologica.
Grazie a questa modalità operativa i mediatori integrano le rispettive conoscenze.

“La Co-Mediazione Interdisciplinare è un modello di conduzione che si applica alla mediazione globale, che tratta sia le questioni educative e relazionali, sia la parte economico-patrimoniale affrontando anche gli aspetti emotivo-affettivi e simbolici legati ai beni materiali… Nell’ambito di tale collaborazione interdisciplinare la separazione coniugale può essere trattata più compiutamente come un evento che comporta molteplici aspetti: e coniugali, e genitoriali, e sociali e finanziari, tutti ascrivibili nel quadro giuridico della separazione e del divorzio. Concepita quindi come processo multidimensionale, la separazione ha l’opportunità di essere gestita con maggiore completezza affrontando congiuntamente le sue problematiche tipiche da prospettive professionali diverse, ma perseguendo un obiettivo comune all’interno del processo di mediazione” (Cfr. C.CESANA-L. PORRI, La co-mediazione interdisciplinare: diverse competenze a favore della coppia, in Dal dire al fare. Scelte operative, stili di lavoro, storie di mediazione familiare, Palermo, 21-23.5.2004, in A. CAGNAZZO (a cura di), La Mediazione Familiare, Trattati Brevi, Utet Giuridica, 2012, 106)
“Le coppie spesso esprimono preferenza per co-mediatori maschio e femmina” (Cfr. L. PARKINSON, La mediazione Familiare, Erickson, 2003,149).

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Olga Frassetti
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