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LA RAGAZZA-VENERDI’- ASSISTENTE dell’uomo (come il fedele servitore di Robinson Crusoe)

robinson crousouLA RAGAZZA-VENERDI’- ASSISTENTE dell’uomo (come il fedele servitore di Robinson Crusoe) – Il Copione banale nella donna

Succede spesso che uomini e donne si sentano incompleti se non hanno un partner del sesso opposto e quindi cercano continuamente un altro per completarsi e si sentono non ok se non sono parte di una relazione.

Come due tessere di un puzzle o due metà di un tutto, uomini e donne spesso indirizzano la loro energia nella ricerca di qualcuno con cui appaiarsi, o si aggrappano, pieni di timori ad una relazione di dipendenza già consolidata.

Come uomini e come donne siamo portati dalla società a sviluppare certe parti della nostra personalità e a soffocare lo sviluppo di altre. Questa programmazione induce a un modo di agire nella vita che è predeterminato, artificioso e ripetitivo e che è stato indicato come copione banale. Questi copioni ordinari, banali, di ruolo sessuale pervadono ogni momento della nostra vita quotidiana.
Le donne sono programmate per essere l’altra metà complementare, produttiva degli uomini. Più precisamente, gli uomini sono metà incomplete, che le donne devono completare e non viceversa. Le donne sono istruite a essere adattabili e ad avere un forte Genitore affettivo. Non si chiede loro di avere un Adulto forte. Non è necessario che la donna pensi in modo logico e razionale. Anzi perché possa svolgere la sua funzione di ASSISTENTE dell’uomo o di ragazza-venerdì (come il fedele servitore di Robinson Crusoe), per promuovere il volontariato e il lavoro casalingo non remunerato, è importante che la donna non sviluppi il suo Adulto.

I copioni banali passano inosservati, come l’acqua del lavandino che scompare nello scarico. La banalità della vita di tutti i giorni passa inosservata perché è così comune. La donna ombra è abbastanza contenta finché il suo uomo apprezza sinceramente il suo ruolo, ma non appena lui comincia a darlo per scontato lei diventa gelosa e risentita e pensa di non essere ok proprio per questo.

Ingiunzioni e attribuzioni:
Sii di aiuto.
Stai dietro al tuo uomo.
Decisione:
Non fare ombra al proprio uomo.
Giochi:
“Magnifico professore”.
“Lieto di essere utile”.
“Se non fosse per te”.
Antitesi di copione:
La donna ombra può cominciare a dire al suo uomo di assumere una segretaria e una cameriera.

L’antitesi di copione è una specie di istruzione per far si che le persone vadano in un’altra direzione e, quindi, non si auto-distruggano. L’antitesi al copione significa mettere in atto un comportamento diverso. Questo comportamento generalmente deve essere suggerito da un esperto che, dopo aver conosciuto la persona e dopo aver analizzato il suo copione, riesce ad individuare il comportamento adatto all’interruzione della dinamica copionale.

L’antidoto al copione sono i permessi che ogni persona può darsi. È necessario che la donna si riappropri della sua capacità di pensare in modo razionale, smettendo di dare affetto e carezze che non vengono ricambiate e soprattutto smettendo di amare un uomo che non la ama nella stessa misura.

In questo articolo ho fatto riferimento all’Analisi Transazionale (A.T.) modello che utilizzo per comprendere e gestire il vissuto che la coppia porta in mediazione familiare.
Se hai domande mandami una e.mail e ti risponderò, oppure chiamami per prendere un appuntamento, i miei recapiti li trovi sul sito, www.mediazionecoaching.net, o semplicemente puoi aspettare che pubblichi un mio nuovo audio o articolo.
Se desideri ricevere risorse gratuite sulla mediazione familiare, l’analisi transazionale, il coaching, la programmazione neurolinguistica iscriviti alla Newsletter del Sito www.mediazionecoaching.net o seguimi sulla pagina fb Mediazione Coaching.

Bibliografia “Copioni di vita” di Claude M. Steiner
A presto!
Olga Frassetti
Mediatore Familiare A.I.Me.F.
© Riproduzione riservata

SENTIRSI OK CON SE STESSI E CON GLI ALTRI

posizioni-esistenziali1SENTIRSI OK CON SE STESSI E CON GLI ALTRI

Comunicare e relazionarsi in modo da rispettare se stessi e gli altri, sentirsi bene con se stessi ed in sintonia con gli altri… possiamo ogni volta che vogliamo, ogni qualvolta ci relazioniamo con qualcuno possiamo chiederci in che posizione mi trovo… ?

Berne afferma che il bambino piccolo, agli inizi del processo della formazione del copione, ha già assunto certe convinzioni su se stesso e sulla gente che lo circonda e in modo particolare sui suoi genitori. Queste convinzioni si riassumono in:
1) Io sono Ok, tu sei Ok
2) io non sono Ok, tu sei Ok
3) io sono Ok, tu non sei Ok
4) io non sono Ok, tu non sei Ok.
Queste quattro affermazioni sono note col nome di posizioni di vita.

La posizione di vita può essere definita come le convinzioni fondamentali di una persona su di sé e sugli altri, utilizzate per giustificare le proprie decisioni e il proprio comportamento.

Ogni gioco, copione e destino si basa su una di queste quattro posizioni basilari.
Il bambino che sceglie io sono Ok, tu sei Ok elaborerà probabilmente un copione vincitore.

Se il bambino assume la posizione io non sono Ok, tu sei Ok è probabile che scriverà una storia di vita banale o perdente.
Elaborerà il proprio copione intorno al tema dell’essere vittimizzato e del perdere di fronte agli altri.

Io sono Ok, tu non sei Ok può costituire la base di un copione che ha tutta l’aria di essere vincitore. Ma questo bambino avrà la convinzione di dover essere superiore e inferiorizzare gli altri. Potrà cercare di farlo per parte del tempo, raggiungendo i suoi desideri, ma solo con una continua lotta. Altre volte le persone intorno a lui si stancheranno di essere in posizione di inferiorità e lo rifiuteranno; allora lui passerà dalla posizione di apparente vincitore a quella di grave perdente.

La posizione io non sono Ok, tu non sei Ok è la base più probabile di un copione perdente in quanto il bambino scriverà il proprio copione incentrandolo sul tema del dare e ricevere il rifiuto.

Ognuno di noi arriva all’età adulta dopo aver scritto un copione basato su una delle quattro posizioni di vita.

Ognuno di noi trascorre la maggior parte del tempo in un quadrante preferito quando è nel copione. Sarà quello che abbiamo deciso nell’infanzia quale nostra posizione di base.

Io sono Ok, tu sei Ok: vado avanti con
Ogni qualvolta ho un’interazione a partire da questa posizione rinforzo la mia convinzione che io e gli altri nel mondo siamo Ok.
Io sono ok, tu sei ok è la posizione sana. Questa è l’unica posizione basata sulla realtà.

Io non sono Ok, tu sei Ok: vado via da
Se la mia posizione infantile è da io non sono ok, tu sei ok tenderò a vivere il mio copione prevalentemente a partire dalla posizione depressiva di sentirmi inferiore agli altri. Senza rendermene conto sceglierò delle sensazioni negative e dei comportamenti ripetitivi che confermino che questa è la mia giusta posizione nel mondo.

Io sono Ok, tu non sei Ok: mi libero di
Se la mia posizione infantile è da io sono ok, tu non sei ok significherà anche che vivrò il mio copione prevalentemente dalla posizione difensiva per cui cercherò di rimanere superiore agli altri (posizione paranoide).

Io non sono Ok, tu non sei Ok: niente da fare con
Se da bambino ho assunto una posizione di base io non sono ok, tu non sei ok il mio copione sarà vissuto principalmente a partire dalla posizione di inutilità. Qui io credo che il mondo e gli altri siano inutili, e anch’io. Se ho scritto un copione banale il mio schema sarà niente-da-fare-con la maggior parte delle cose che mi propongo di fare nella vita.

L’obiettivo finale è accrescere il tempo trascorso in I+ U+(io sono ok, tu sei ok) sino a che diventi la posizione preferita.

Le tre soprannominate posizioni — (io non sono ok, tu non sei ok), -+ (io non sono ok, tu sei ok) e +- (io sono ok, tu non sei ok) sono il frutto inconsapevole della nostra storia e la criticità interviene quando si verifica una “cristallizzazione”, una fissazione dell’individuo in una di queste tre posizioni nella maggior parte delle situazioni e dei contesti in cui vive.
La posizione ++ (io sono ok, tu sei ok), gestita dallo Stato dell’IO Adulto, può essere il risultato di una scelta consapevole, voluta; è quindi opportuno decidere che le nostre relazioni con gli altri si fondino sul riconoscimento reciproco, ascolto, valorizzazione e stima pur nella differenza di conoscenze, di talenti, capacità, unicità e specificità del carattere.
Siamo esperti in certe cose e ignoranti in certe altre, complicati, interessanti, meritevoli, ugualmente importanti o insignificanti, ciò che sappiamo in un certo campo è compensato da ciò che non sappiamo in un altro.

In questo articolo ho fatto riferimento all’Analisi Transazionale (A.T.) modello che utilizzo per comprendere e gestire il vissuto che la coppia porta in mediazione familiare.
Se hai domande mandami una e.mail e ti risponderò, oppure chiamami per prendere un appuntamento, i miei recapiti li trovi sul sito, www.mediazionecoaching.net, o semplicemente puoi aspettare che pubblichi un mio nuovo audio o articolo.
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A presto!

Olga Frassetti
Mediatore Familiare A.I.Me.F.
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LA COMUNICAZIONE SECONDO L’A.T.

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LA COMUNICAZIONE SECONDO L’A.T.

L’analisi transazionale è una teoria psicologica secondo cui ogni comunicazione avviene su due livelli che si influenzano reciprocamente, il contenuto (il “cosa” si dice) e la forma (il “come” lo si dice).
Si comunica secondo segnali verbali e non verbali e se il verbale è contraddetto dal non verbale ne è inficiato.

Ciascuno di noi è responsabile dei propri comportamenti. Il comportamento è l’insieme delle influenze, dei messaggi e delle esperienze, che ciascuno di noi ha catalogato della nascita in poi. Buona parte delle azioni che compiamo sono perciò automatiche anche se pensiamo di farle in completa consapevolezza e con l’autodeterminazione più assoluta.
Studiando le transazioni, ovvero lo scambio che si verifica tra due individui che comunicano Berne ha individuato elementi profondi della personalità, denominati Stati dell’Io.

CHE COSA E’ UNO STATO DEL’IO
Uno stato dell’Io è un insieme di comportamenti, pensieri, emozioni ed azioni tra loro collegati con cui un soggetto entra in relazione con l’ambiente esterno.
E’ un modo attraverso il quale noi manifestiamo la nostra personalità in un dato momento. Il modello degli stati dell’Io fornisce una lettura della comunicazione che ci aiuta a comprendere come funzioniamo e come esprimiamo la nostra personalità in termini di comportamento.

Teoria psicologica che studia l’individuo all’interno dell’ambiente in cui vive attraverso i comportamenti che manifesta.
Secondo l’A.T. la struttura di personalità umana è composta di tre stati dell’Io che si esprimono, agiscono ed entrano in relazione con gli altri nelle diverse relazioni. Attraverso l’utilizzo dei tre stati dell’Io noi esprimiamo la nostra personalità.

Ci sono 3 stati dell’Io: GENITORE-ADULTO-BAMBINO.
Ciascuno di essi prevale in situazioni ed interazioni diverse:
Se la persona si comporta, pensa e sente in modi che sono una risposta diretta a quello che sta avvenendo intorno a lei, “qui e ora”, utilizzando le risorse a sua disposizione, comportandosi in maniera adeguata a quella precisa situazione, è nel suo stato dell’Io ADULTO.
Utilizzo lo stato dell’Io ADULTO quando elaboro informazioni come un uomo o una donna della mia età. La realtà è soggettiva arrabbiarmi per la diversità dell’altro è l’emblema del non essere ADULTO.

Se la persona si comporta, pensa e sente in modi che sono una copia di quelli dei suoi genitori, o di altre persone significative della sua infanzia, sta nello stato dell’Io GENITORE.

Se si comporta, pensa e sente in modi che utilizzava quando era bambino, sta nello stato dell’Io BAMBINO.

Lo stato dell’Io ADULTO è la parte della personalità che si struttura per ultima, nelle fasi evolutive dell’individuo.
L’ADULTO media tra i vari stati della personalità, è capace di gestire le emozioni, non esclude le voci interne provenienti dal GENITORE (senso del dovere, valori, affetto) o dal BAMBINO (emozioni), ma le elabora scegliendo consapevolmente il comportamento più adatto alla situazione concreta.

Per una personalità equilibrata e per costruire relazioni sane, abbiamo bisogno di tutti i tre stati dell’Io. Si ha bisogno dell’ADULTO per affrontare la vita in modo competente ed efficace; del GENITORE per elaborare un insieme di norme e regole per la convivenza sociale: del BAMBINO per potersi esprimere spontaneamente e sfruttare l’intuito e l’emotività.

Una persona emotivamente sana è capace di investire energeticamente lo stato dell’Io di sua scelta.
Sceglie quello stato dell’Io che le pare più utile in una determinata situazione.
“Le nostre relazioni vanno bene se utilizziamo rispettivamente lo stato dell’io più appropriato a una determinata situazione.
Sono disturbate se agiamo o reagiamo con uno stato dell’io inadeguato.
Il reagire in modo inadeguato dipende dalla mia posizione esistenziale.” (Cfr. A. GRUN, Terapia dei pensieri, Queriniana, 2011, 66).
Tratterò delle posizioni esistenziali in un prossimo audio o articolo.

In questo articolo ho fatto riferimento all’Analisi Transazionale (A.T.) modello che utilizzo per comprendere e gestire il vissuto che la coppia porta in mediazione familiare.

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Bibliografia “L’Analisi Transazionale” di Ian Stewart e Vann Joines; “Nati per vincere” di James Muriel e Jongeward Dorothy.

A presto!

Olga Frassetti

Mediatore Familiare A.I.Me.F.

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