Mediazione Familiare

Che cosa è la “Mediazione Familiare”

La Mediazione Familiare è uno strumento che facilita il raggiungimento di un accordo tra persone sposate e non (conviventi more uxorio, genitori non coniugati), con lo scopo di facilitare la soluzione di liti riguardanti questioni relazionali e /o organizzative concrete, prima, durante e/o dopo il passaggio in giudicato di sentenze relative tra l’altro a: dissoluzione del rapporto coniugale; divisione delle proprietà comuni; assegno di mantenimento al coniuge debole o gli alimenti; responsabilità genitoriale condivisa o esclusiva (potestà genitoriale); residenza principale dei figli; visite ai minori da parte del genitore non affidatario, che implicano la considerazione di fattori emotivo relazionali, con implicazioni legali, economiche e fiscali.

Chi è “Il Mediatore Familiare”

E’ un professionista, tenuto al segreto professionale, terza persona neutrale ed imparziale, qualificata, con una formazione specifica (di tipo interdisciplinare in campo psicologico, sociale e giuridico) che agisce in modo tale da incoraggiare e facilitare la risoluzione di una disputa. Aiuta le parti in lite a raggiungere un accordo, rispondente ai bisogni e agli interessi di tutte le persone coinvolte.

Cosa non è la Mediazione Familiare.

La mediazione familiare non è terapia di coppia, non è terapia familiare, con cui spesso viene confusa. La mediazione familiare ha in realtà un obiettivo opposto a quello della terapia ovvero quello di favorire la separazione consensuale della coppia stessa. Inoltre, a differenza della terapia familiare, prevede obbligatoriamente la presenza di entrambi i membri della coppia. Da un punto di vista procedurale la mediazione familiare non esplora aspetti del passato della coppia, ma solo quelli presenti e orientati al futuro. Non è una consulenza  legale – a cui può tuttavia essere integrata – la mediazione familiare non ha come obiettivo la cura degli interessi dei propri clienti, ma il raggiungimento di accordi condivisi.

Quale è l’obiettivo

E’ di aiutare le parti a raggiungere un accordo direttamente negoziato, fuori dalla logica antagonista vincitore-perdente.
L’accordo dovrà essere volontario, mutuamente accettabile e durevole.
Il mediatore si applicherà affinché l’autorità decisionale resti alle parti;
assisterà le parti nell’identificare le questioni;
incoraggerà la loro abilità nel risolvere i problemi ed ad esplorare accordi alternativi, sorvegliandone la correttezza, ma in assoluta autonomia dal circuito giuridico e nel rispetto della confidenzialità.

Il percorso della mediazione familiare

Coinvolge entrambi i partner, i figli non partecipano se non eccezionalmente. Lavoro a breve termine, strutturato in un numero definito di incontri (10-12), centrato sul presente e sul futuro. Si articola attraverso delle fasi tipiche: la pre–mediazione; il contratto di mediazione; la negoziazione; la redazione degli accordi.

Il Setting

Il setting da utilizzare in tutte le fasi del processo di mediazione familiare è specifico per una buona accoglienza e per favorire un clima di fiducia e parità tra i partner e tra questi ed il mediatore. Tale ambiente facilità l’espressione delle emozioni e consente una positiva gestione della conflittualità, comunicando calma e serenità.
L’organizzazione dello spazio ha una funzione importante in quanto condiziona la interazione tra gli individui.

I Tempi

Il percorso di Mediazione Familiare si articola in più incontri, in genere fino ad un massimo di 10-12, con cadenza settimanale o quindicinale.
Il numero e la frequenza degli incontri varia in relazione al tipo e all’entità del conflitto, nonché agli aspetti di vita del minore che i genitori vogliono affrontare col mediatore e su quali essi intendono accordarsi.
Il merito del percorso mediativo è quello di rispettare i tempi dei minori e dei loro genitori, accompagnandoli nell’elaborazione del disagio che nasce dalla Separazione, aiutandoli a produrre dei cambiamenti adeguati ai bisogni di ciascuno

I motivi che dovrebbero indurre i clienti a preferire la mediazione familiare

  1. Aiuta i coniugi a separarsi civilmente;
  2. permette un notevole risparmio dei costi del divorzio sia dal punto di vista psicologico che economico;
  3. consente di raggiungere accordi durevoli perché più condivisi e dunque più rispettati nel tempo, soddisfacenti per tutti i membri del nucleo familiare;
  4. aiuta la coppia che si separa a rimanere unita nell’esercizio della funzione genitoriale per la crescita sana ed equilibrata dei figli;
  5. aiuta a non patologizzare il divorzio ma a vederlo anche come un’opportunità di crescita e di cambiamento per tutti i membri del nucleo familiare.
    La mediazione familiare inoltre rappresenta anche il modo migliore per i minori di vedere tutelati i loro diritti, bisogni ed interessi: se infatti il mediatore non interviene in merito al contenuto degli accordi, sui quali soltanto i coniugi hanno diritto di parola, egli ha comunque il diritto di opporsi a quelle decisioni che con evidenza minacciano l’interesse dei bambini. Sono allora i figli, terzi assenti nel processo di mediazione, beneficiari privilegiati di questo tipo di intervento.

I Costi

Non esiste un tariffario nazionale per i Mediatori Familiari.
I Centri pubblici sono gratuiti.
I Centri privati assumono come criterio guida i parametri sanciti nei regolamenti adottati dalle Associazioni di Mediatori Familiari esistenti in Italia, tra cui l’ A.I.Me.F, Associazione Italiana Mediatori Familiari, www.aimef.it, diventata il registro nazionale privato dei mediatori familiari con l’iscrizione nell’elenco speciale del CNEL, rispettosa di un codice deontologico specifico che è parte integrante dello Statuto associativo AIMeF.
Le tariffe possono essere orarie o riferite all’incontro di mediazione; possono includere l’attività svolta dal Mediatore prima e dopo gli incontri.
In genere i costi vengono sopportati da entrambe le Parti, ciascuna contribuendo nella misura del 50%.

SCARICA QUI IL VADEMECUM SULLA MEDIAZIONE FAMILIARE

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