IL DISEGNO CONGIUNTO DELLA FAMIGLIA

disegno-della-famiglia-68369534IL DISEGNO CONGIUNTO DELLA FAMIGLIA

[A volte le parole non bastano e allora servono i colori, le forme, le emozioni…]

Una delle possibili tecniche per coinvolgere i figli in mediazione familiare è la tecnica del “disegno congiunto della famiglia”, è una esperienza che vede protagonisti i genitori nella comprensione di ciò che stanno esprimendo i bambini in questa difficile transizione che è appunto la separazione. Tale tecnica è utilizzata in ambito peritale.

In un incontro di mediazione familiare con tutta la famiglia, dove si propone anche ai bambini di intervenire, si chiede ai genitori ed ai figli di fare un disegno insieme di tutta la famiglia, di rappresentarsi mentre stanno facendo qualcosa.
Viene consegnato un foglio su cui ognuno disegna con un pennarello di colore diverso.
Ognuno può disegnare se stesso o gli altri come preferisce. Può disegnare in qualsiasi porzione del foglio con l’unica limitazione di tenere lo stesso pennarello per tutta la durata della prova, dunque del disegno, in modo da poter identificare attraverso i colori i disegni di ciascuno. Questa prova permette di analizzare sia il contenuto simbolico che le interazioni tra i componenti della famiglia, è prevista anche la videoregistrazione.

Mettere l’uno accanto all’altro i membri della famiglia in conflitto, anche se per mezzo di un artificio, rende possibile la coesistenza di punti di vista diversi.
Riuscire a trovare un accordo per un obiettivo specifico e per un tempo determinato è una possibilità che la famiglia in conflitto ritiene di aver perduto. Si può decidere di fare insieme lo stesso disegno o ognuno il proprio.

Molto significativo è il modo in cui il disegno si dispone nello spazio: realizzarlo nella propria porzione di foglio, andarlo a fare più vicino o più lontano da qualcuno, di estenderlo fino a sfiorare il disegno dell’altro o di intervenire sui disegni degli altri sono segnali altamente significativi.
L’incontro con i bambini è preferibile proporlo dopo la fase iniziale della mediazione, quando la fiducia nel mediatore sembra essersi rinsaldata.
Richiedere la presenza dei bambini significa parlare in modo esplicito di che cosa conoscono della separazione dei loro genitori e di che cosa sanno del tentativo dei genitori di effettuare la mediazione.

Nella preparazione dell’incontro con i bambini viene affrontato il problema di cosa dire ai bambini. È preferibile che siano i genitori a decidere cosa dire, secondo quale modalità e tenendo conto dell’età dei bambini, il mediatore aiuta i genitori in questo compito.

Le informazioni da dare ai bambini dovranno riguardare: la decisione che i genitori si separano, i motivi che hanno portato a questa decisione, verrà riportata l’opinione del papà e quella della mamma, se non sono condivise; verra spiegato ai bambini che il motivo della mediazione familiare è di farsi aiutare da un esperto per prendere decisioni che tengano conto dei bisogni di tutti i componenti della famiglia, soprattutto dei bisogni dei bambini, ma che saranno i genitori a prendersi la responsabilità delle decisioni che li riguardano.

Nell’incontro vero e proprio dopo una breve fase di ambientazione e di presentazione, si chiede ai bambini che cosa hanno capito del perché sono li e delle spiegazioni che i genitori hanno fornito loro. Se si percepisce che i bambini non sono stati bene informati, si dedica del tempo a permettere ai genitori di farlo. Dopo si passa alla somministrazione della prova.

Alla fine del disegno si procede ad un breve colloquio con i bambini e i genitori, chiedendo specificazioni su singoli aspetti del disegno e su cose che possono essere successe nell’organizzazione del lavoro.
Successivamente al disegno congiunto il mediatore familiare non analizza il disegno ma guida i genitori nella formulazione delle ipotesi

creativit-40418947(2)Fase più impegnativa della tecnica: ANALISI CONDOTTA INSIEME

Il mediatore familiare avrà avuto il tempo di analizzare il materiale e orienterà l’analisi dei genitori. I genitori ricercheranno i significati emersi.
Infine il mediatore effettuerà una sintesi evidenziando aree di rischio e di risorse per la famiglia, invitando i genitori a tenerle presenti nella fase degli accordi.
Si fissa poi un incontro ulteriore con i bambini per comunicare le decisioni prese per loro.

Anna Oliverio Ferraris ha analizzato i colori usati nel disegno, ponendo attenzione alla sfera emotiva della famiglia e distingue tra: colori caldi (rosso, giallo, arancione) che suscitano attività, eccitazione, serenità, gioia di vivere, impulsività; colori freddi (verde, blu, violetto) che esprimono invece passività, calma, inerzia, tristezza, malinconia e inducono alla riflessione. Afferma che: il colore, più della forma, è puro linguaggio emotivo che permette di evidenziare sia l’inespresso che l’inesprimibile; il colore rappresenta l’unico ponte, che permette di stabilire una comunicazione reale con i figli e li aiuta ad un ritorno all’immaginazione, al fantasticare e al creare.

Grazie da Olga Frassetti, se hai domande mandami una e.mail e ti risponderò oppure chiamami se vuoi intraprendere un percorso di mediazione familiare, i miei recapiti li trovi sul sito, www.mediazionecoaching.net, o semplicemente puoi aspettare che pubblichi un mio nuovo audio o articolo.
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Bibliografia D. MAZZEI, Il Disegno congiunto della famiglia in La Mediazione Familiare, Raffaello Cortina Editore

A presto!
Olga Frassetti
© Riproduzione riservata

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