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I porcospini di Schopenhauer

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I porcospini di Schopenhauer

I componenti di una famiglia di porcospini, in una fredda giornata d’inverno, si strinsero vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono le spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l’uno dall’altro. Quando poi il bisogno di scaldarsi li portò di nuovo a stare insieme, si ripeté il dolore di prima; di modo che erano confusi fra i due mali: il freddo e il dolore. Finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione.
(A. Schopenhauer, Parerga e Paralipomena, II, 2, cap. 30, 396)
E’ la capacità di abitare la distanza tra sé e l’altro da sé che attiva e genera l’Amore…

Prima causa del fallimento… dare sempre la colpa agli altri…

 

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“Le persone peggiori: quelle che riescono a provocare in te un senso di colpa per azioni di cui esse sole sono responsabili.” Peter Handke

“Sono i deboli ad essere crudeli. E’ solo dai forti che ci si può aspettare la dolcezza” (Leo Roskin)

Quanto un’altra persona è responsabile del mio malessere? zero.
Io sono responsabile del mio malessere.
Chi crea relazioni sane non dice più è colpa tua se sto così, io sto così per me.

La gente con bassa autostima è sempre incline a dare la colpa agli altri di quanto gli accade.

Prima causa del fallimento dare sempre la colpa agli altri.

Per risolvere queste situazioni profonde abbiamo bisogno di un livello di pensiero più evoluto, significa iniziare da noi stessi, dalla parte intima, più profonda di noi stessi, dai nostri paradigmi, dalle nostre motivazioni, dai nostri valori.
Significa che se si vuole avere la fiducia degli altri bisogna esserne degni.
Se si vuole avere un matrimonio felice bisogna essere il tipo di persona che crea energia positiva, diminuendo quella negativa.
Se si vuole avere un figlio adolescente più coinvolto e portato a collaborare, bisogna esse un genitore più comprensivo, empatico, coerente e amorevole.

Ponendo al centro della nostra vita dei principi giusti, la nostra sicurezza deriverà dal saper che diversamente da altri centri basati su persone o cose soggetti a cambiamenti frequenti e immediati, i principi giusti non cambiano. Possiamo fare affidamento su di loro. Non saremo soggetti all’azione di altre persone o alle circostanze.
Decideremo in modo proattivo quella che per nostra scelta è l’alternativa migliore. Prenderemo le nostre decisioni consciamente e con cognizione di causa.

Come persona con dei principi al centro, penseremo in modo diverso, agiremo in modo diverso, possederemo il fondamento per una vita attiva ed efficace.
L’ingrediente più importante che mettiamo in qualsiasi relazione non è in quello che diciamo o che facciamo, ma quello che siamo. E se le nostre azioni e le nostre parole provengono da tecniche superficiali (l’etica della personalità) anziché dal nostro intimo più vero (carattere etico), gli altri avvertiranno questa doppiezza.
In sintesi, non saremo in grado di creare e mantenere la base necessaria per un’efficace interdipendenza.
“Carattere etico”: integrità, umiltà, fedeltà, temperanza, coraggio, giustizia, pazienza, laboriosità, semplicità, modestia. Un classico esempio è l’autobiografia di Benjamin Franklin. La storia dello sforzo di un uomo per interiorizzare determinati principi e regole.

Se hai domande mandami una e.mail e ti risponderò, oppure chiamami per prendere un appuntamento, i miei recapiti li trovi sul sito, www.mediazionecoaching.net, o semplicemente puoi aspettare che pubblichi un mio nuovo audio o articolo.
Bibliografia “Le sette regole per avere successo” di Stephen R. Covey, “Università del successo” di Og Mandino, vol I.

A presto!
Olga Frassetti
Mediatore Familiare A.I.Me.F.
© Riproduzione riservata

ESSERE AMATI SIGNIFICA DIVENTARE VULNERABILI…

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Essere amati significa diventare vulnerabili…
L’amore è libertà… il perdono è la chiave della felicità…

La libertà è dentro di noi… non in quello che si ha o si fa. Ci possono togliere tutto ma non il desiderare, il sognare, l’immaginare, il vivere. La libertà la si sente vibrare dentro, è una luce che ci guida, è un profumo che ci attira, che ci porta a realizzare la nostra irripetibile unicità.
L’amore è libertà, nel momento in cui siamo capaci di amare siamo veramente liberi.
Una delle nostre più grandi paure è quella di amare ed essere amati. Essere amati significa diventare vulnerabili. Ed ecco che entra in gioco il controllo per paura di farsi conoscere per ciò che siamo, per paura di essere rifiutati. Chi ha paura di essere amato teme di lasciarsi andare. Mette dei pungiglioni come i porcospini. Il porcospino dice che gli altri ce l’hanno con lui e non si rende conto che è lui stesso che allontana le persone. La paura di essere feriti porta ad allontanare l’altro, svalutandolo e diffidando, in questo modo l’altro non potrà farci del male, è un modo per proteggersi, ma c’è un prezzo da pagare, si rimane soli… .

Una delle più grandi nemiche della libertà è la paura, causata dalle nostre ferite, la paura distorce la realtà, ingrandisce i problemi, porta alla fuga. Bisogna guarire prendersi cura di sé, essere generosi con se stessi per poi poterlo essere con gli altri. Volontà di perdonare chi ci ha fatto del male, spesso chi ci fa del male non sa quello che fa. Il perdono segna un concetto importante: per ricevere qualcosa di nuovo dobbiamo lasciare qualcosa di vecchio.

L’amore di una persona si misura attraverso il perdono che concede agli altri e a se stessa. Quando riceviamo un torto la sensibilità ferita non rimargina sempre, ci vuole tempo, pazienza. La nostra difficoltà a perdonare dipende da un errore che facciamo, noi spesso confondiamo il sentire con il volere.

Perdonare significa riconoscere che gli esseri umani sono perfettamente imperfetti. Spesso nell’incapacità di perdonare c’è incapacità di sospendere un giudizio. Il fatto di perdonare dipende dalla nostra volontà, non dalla persona che ci ha fatto del male, altrimenti significherebbe rimanere legati per tutta la vita al nostro carnefice. Lascia quello che hai ed allora riceverai. Spesso le persone che maltrattano sono state a loro volta maltrattate. Iniziare a fare dei piccoli passi di perdono. Non essere capaci di perdonare significa rimanere prigionieri di vecchie ferite. Non perdonare significa consegnare se stessi al controllo di un altro, delle sue azioni e rimanere imbottigliati in una sequenza di azione, reazione, offesa, vendetta.

Il perdono libera chi perdona, il perdono è un atteggiamento compassionevole, è allenare il proprio cuore ad essere grande, si rinuncia a giudicare e a giudicarsi.
Non perdonare significa rimanere vittima di una condizione autolimitante. Il perdono non cancella il ricordo dell’evento doloroso, ma guarisce le ferite che esso ha provocato. Il dolore della ferita si cura con il balsamo del perdono, che fa nascere la riconciliazione con se stessi e con chi ci ha ferito. Spesso chi ferisce non conosce la forza dell’amore, non è consapevole, è come un cieco che brancola nel buio dell’egoismo.

La sofferenza non è una realtà riservata a me soltanto, ma la condivido con tutti gli esseri umani.
Se mettiamo al centro della nostra vita la paura di soffrire questa diventerà la regina, la padrona della nostra vita e attorno a questa paura organizzeremo la nostra vita e quella degli altri.
Cercheremo di controllare la realtà di mettere tutto sotto la nostra continua ispezione investigativa per avere continue conferme narcisistiche che colmino la nostra paura di essere abbandonati, derisi, ingannati. La libertà di agire viene bloccata dalle nostre ferite. Se non guariamo le nostre ferite non saremo liberi di utilizzare tutte le risorse e carismi di cui siamo dotati. Nel momento in cui guariamo possiamo compiere la nostra missione fino in fondo.

Ognuno di noi ha il sacro dovere di prendersi cura di sé. Più ci si prende cura di sé e maggiore è la forza con cui ci si può prendere cura degli altri.
Essere fedeli a se stessi per essere un meraviglioso dono per gli altri. Far emergere i nostri talenti, i nostri carismi, realizzare noi stessi permetterà agli altri di godere della nostra presenza, diventare dono prezioso, meraviglioso e irripetibile per gli altri.
A presto!
Olga Frassetti
Mediatore Familiare A.I.Me.F.

© Riproduzione riservata

UNA FAMIGLIA MERAVIGLIOSA…

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UNA FAMIGLIA MERAVIGLIOSA…
non perché non sbaglieremo mai, ma perché quando qualcuno sbaglierà sapremo perdonarlo, amarlo e aiutarlo a migliorare. Non perché saremo, ci troveremo sempre d’accordo in sintonia su tutto, ma perché troveremo il tempo per dialogare e condividere tra noi idee e sensibilità diverse, sforzandoci di capire l’altro e di venire incontro alle sue attese.
Non perché non saremo mai tentati di alzare la voce, ma perché ognuno farà il possibile perché questo non succeda. Diventare dono in famiglia e per gli altri.

A presto!
Olga Frassetti
Mediatore Familiare A.I.Me.F.
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